DIALOGHI DI UN FOLLE – IL PIANTO DELLA MUTANDA

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(da: Dialoghi di Un Folle di Andrea M. Magherini copyright 2004)

 

Eh no… ora basta! Non ne posso più. Da quando sono nata di me s’è detto di tutto. Con me s’è fatto di tutto. Mi hanno fatta in mille modi diversi. Sono diventata il principale indumento di tutti gli esseri umani. Sono diventata persino una VIP.

 

Già. Sono Madame Mutanda, amata e disprezzata a seconda dei momenti. A volte tiro più io di mille buoi. Altre volte per un errore di chi mi indossa mi ritrovo imbrattata di qualsiasi tipo di schifezza. E allora divento schifosa. Ma non è così quando sono indosso ad una bella donna o un gran bell’uomo: a quel punto molti vorrebbero essere al mio posto. Già…. Mi hanno fatta in vari modi e formati con fogge di tutti i tipi e stoffe delle più pregiate… Quando poi sono sexy, finisco spesso per essere strappata di dosso a chi mi indossa. Alcuni o alcune si rifiutano di indossarmi o hanno solo una distrazione strategica dimenticandomi in qualche autovettura dove finisco sempre per diventare un trofeo. Sono anche un oggetto sia di collezione sia di culto. Su di me però ci fanno anche un mucchio di porcherie. Dallo schizzetto avanzato del solito idiota che non sa mingere (sia esso maschio che femmina), alla piccola perdita solita di quelle femmine che di perdite ne hanno a iosa appena vedono un maschio. Peggio poi se la mano di costui finisce tra me e la parte intima della femmina a cui si suppone dovrei fare da protezione…. In quei momenti sembra il Mississipi in esondazione e mi ritrovo completamente bagnata, e a voglia a strizzare… Poi, peggio è quando il o la mentecatta che mi indossa lascia una finta flautolenza. Sì, proprio quella che ti frega. Credi sia solo aria invece vien fuori di tutto. Ma colui o colei che mi indossa non se ne curano molto: “Tanto – si dicono – c’è Lei che para tutto… Già. Io… Non avete idea, miei signori che orrore.

 

Ma nella mia vita ho sopportato di tutto e con grazia, senza mai lagnarmi. Il mio dovere l’ho fatto senza mai tirarmi indietro. Però a tutto c’è un limite.

 

Eh sì miei signori. Adesso io dico basta.

 

Già, perché da un po’ di tempo a questa parte molti di coloro che mi indossano hanno iniziato una nuova moda.

Quella di piangersi nelle mutande. Non ci crederete ma è la peggior cosa mi potesse capitare in tutti questi anni di onorato servizio.

 

Cosa vuol dire piangersi nelle mutande? Semplice… E’ la peggior forma di auto commiserazione e compatimento il “Me Misero, Me Tapino” del terzo millennio. Su cosa? Su niente…

E’ un meccanismo perverso che si innesca da sè e……

 

Ma, lasciatemi spiegare meglio il concetto con qualche esempio….

La donne sono maestre di questo sport, ma anche gli uomini non scherzano. Inizia con un contatto ad uno sconosciuto con la faccia abbattuta e costui/costei automaticamente si preoccupano di capire il tuo malessere e tu sei già pronta/pronto ad usare la parola magica, appena senti la domanda: “Cos’hai?”…. NIENTE…Olè… qui inizia un piagnisteo colossale che sembra un caso umano patetico. Ti piangi talmente addosso che bagni me, povera mutanda, riducendomi ad una patetica mappina….

 

Una cosa disdicevole. Da quella che è innamorata dell’uomo sposato che le dice che la ama ma vuol stare con la moglie e lei si dispera perché soffre d’amore, lo ama e lo odia e piange e si dispera e via e via e via….A quello che la donna lo ha mollato perché non sa perché, ma perché? mentre siede spaparanzato sul divano di casa con la play station in funzione 24 ore su 24, ruttando dopo la trentaduesima lattina di birra di malto scarso….

 

E di esempi ce ne sono.. .Uh se ce ne sono.

 

Piangersi nelle mutande (addosso a me, per intenderci) è facile. Non è necessario avere dei veri problemi. Drammi seri che distruggono una vita. Naaaa non sono necessari…

Piangersi nelle mutande è la soluzione di chi non ha nulla da affrontare. E questo fa fico. Fa molto moda.

 

Appena si giunge alla soglia dei 35-40 anni si entra in questo meccanismo. E giù … pianti nelle mutande… E chi ci rimette sempre?…. Naturalmente io….

 

Ma ora mi sono stufata… Se queste signore e questi signori si vogliono tenere la loro moda di piangersi addosso, io dico, perlomeno togliete me di torno.

Mi mettete in un bel cassetto e io me ne sto comoda in mezzo alla canfora e non sento le vostre idiozie….

 

Spero che qualcuno accolga il mio disperato appello….

 

PER FAVORE NON FATE CHE SI PIANGA SU DI ME.

CON RISPETTO.

LA MUTANDA

DIALOGHI DI UN FOLLE – IL PIANTO DELLA MUTANDAultima modifica: 2009-05-16T22:28:13+00:00da caddwychdoom
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