DIALOGHI DI UN FOLLE – LA MIA AMICA

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(da: Dialoghi di Un Folle di Andrea M. Magherini copyright 2004)


Ancora seduto là? Su quella stessa panchina di ieri?
Sapeste, non smetto mai di correre, sempre in cerca di qualcosa da scoprire; qualcosa da indovinare.
Sollevando appena il lembo di un tappeto, sovente capita di scoprire che chi doveva pulire ha invece solo fatto finta.
Siamo esseri inclini ad avere paure di ogni sorta; del buio, dell’uomo nero e di mille altre piccole e grandi cose.
Facciamo della paura l’unica amica che abbiamo senza renderci conto che è come la “scimmia” che ti salta in groppa quando ti droghi.
Maledetta, falsa, ignobile essere che ti schiavizza facendoti credere d’esserti amica; la paura ti prende per il collo e ti dice di essere la tua coscienza, i tuoi valori. Afferma che se perdi lei, perderai tutto, persino la tua vita stessa…
Allora ti convinci che ha ragione. E’ lei la sola detentrice delle tue verità. E come potrebbe non essere vero quello che ti dice? Solo lei è la custode di tutti i tuoi segreti e ti conosce da quando appena riuscivi a capire qualcosa.
Sì… la paura non può sbagliare. In fondo quando hai sofferto, quando l’hai messa da parte per cavalcare il cavallo del coraggio e poi ti sei fatto male, lei era lì ad aspettarti per dirti “Te l’avevo detto”.
La paura è come la calda coperta che ti ripara dal freddo e non lascia avvicinare nessuno che ti possa danneggiare, anche quando sei un pò curioso e vuoi guardare al di là… Ella è guardinga e ti avverte, ti fa memento di quando e quanto hai sofferto e con abilità ti fa vedere chiunque bussa alla tua porta come un mostro….
Già!
Il mio problema è che ho sbagliato tutto. Io, la mia paura l’ho presa a calci in culo diverso tempo fa.
Ogni tanto lei fa capolino e mi dice: vedi? vedi che ho ragione io? Vedi? Con me certe cose non ti sarebbero mai accadute.
E io le rispondo con gentilezza: Hai ragione. Ma vedi mia cara Paura. Io non mi posso permettere il lusso di averti come compagna. Io sono nato lottando, son cresciuto e vissuto lottando. Quel che ho, l’ho strappato a morsi e dentate alla vita. Non sarà molto, ma è mio. Me lo sono conquistato. E tu, mia cara sei solo un comodo cuscino, una banale scusa per non affrontare la vita. Sarebbe bello averti come compagna ma preferisco farmi male. Ogni ferità è un simbolo di un cammino che mi porterà un giorno, quando le porte dell’oblio si apriranno, a dire: “Mi hanno rotto il culo ma li ho fregati tutti” e sorridendo li manderò a cagare…
E adesso Paura mia, va a cagare pure tu……
E con un bel calcione sul quel suo culone flaccido mi libero di lei….
Non è difficile sai?
Un bel calcio in culo e ti senti un papa… Ahhhhhh…..
Ci dovresti provare un giorno. Ti farà sentire bene….
Oh, ma ora debbo andare….
Chissà che oggi non prendo qualche altro schiaffone… Sono certo che mi aiuterà a bandire la mia vanità e a rendermi più umile agli occhi di Dio…

DIALOGHI DI UN FOLLE – LA MIA AMICAultima modifica: 2009-05-02T19:36:08+00:00da caddwychdoom
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