DIALOGHI DI UN FOLLE – IL CALABRONE

calabrone2.jpgDIALOGHI DI UN FOLLE – IL CALABRONE

(da: Dialoghi di Un Folle di Andrea M. Magherini copyright 2004)

 

 

Avete cambiato panchina o è quella di ieri che è stata ridipinta?

Hmmm sarà….

Ah, ma sapeste cosa m’è accaduto ieri… Sì… Una bizzarria. Ma permettete, buonsignore che ve la conti…

Conoscete il calabrone?

Ma sì, è quel buffo insetto cicciotto che svolazzando tra i fiori fa un baccano assordante.

Bello lui! Paciarotto e allegrone. Innocuo e felice di stare al mondo.

Il suo passatempo preferito? Sono le margherite. Le tortura da mattina a sera, ma in fondo le adora e credo che il sentimento sia reciproco. Le margherite lo amano e sono certo che nella loro lingua ringraziano sempre il cielo che lui sia sempre con loro.

Quando lo osservi pare lui nemmeno badi a te. E invece, io credo, che lui si accorga che lo stai guardando e allora fa il buffone, cambia rotta repentinamente e ti viene a ronzare, senza che tu te ne accorga, vicino all’orecchio, facendoti sobbalzare. E sì perché il suo ronzio è piuttosto rumoroso. E come si diverte a farti pigliare un colpo quando all’improvviso spunta per venirti a curiosare.

A volte vola basso tra gli steli dei fiori come un jet da caccia schivando, con perizia da professionista, qualunque ostacolo, anche mobile, gli si pari davanti. Altre volte invece vola ad altezze impressionanti e diventa curiosamente silenziosissimo.

Cambia rotta abilmente e riesce a fare acrobazie che neppure il miglior pilota sarebbe in grado di replicare.

Vola meglio di qualsiasi altro volatile esistente sulla terra.

Ma voi sapete come è fatto. Lo sapete? No? Non ricordate, mio buon signore?

Beh, fa nulla, mi cimenterò a spiegarvelo.

Sor Calabrone è un insetto poco più grande di un pollice del piede. Rotondetto e cicciotello. Se lo guardi da vicino e gli guardi il muso sembra perfino espressivo; aspetto da gran Signore (notevole caratteristica. Peculiare per un insetto).

Ha delle piccole alette trasparenti sul dorso. Quattro in tutto. Piccole, leggere e con i bordi arrotondati. Il suo colore varia tra il nero e il verde smeraldo………..

Alt… Alt… Scusate, mio buon ascoltatore, qui mi stanno dicendo qualcosa; gli scienziati….

Un momento che sento quello che stanno cercando di dirmi.

Ah! Ma davvero?… Oh per Bacco. Ma è possibile?

Senti, senti.

Gli scienziati qui con me mi stanno facendo osservare una cosa.

Affermano, dall’alto delle loro conoscenze tecniche che, aerodinamicamente parlando, un oggetto così grosso con delle alucce così piccole (anche se sono quattro) è impossibile che voli. E’ da escludere. Secondo le leggi fisiche del volo le ali, per consentire all’animale di volare, debbono avere un’apertura minima di almeno il doppio della lunghezza moltiplicato per la larghezza del corpo stesso.

Inoltre l’animale deve avere un’ossatura leggera (se non si tratta di un insetto che, come tutti sappiamo, non ha una struttura ossea). Maggiore è il peso del corpo dell’animale, maggiore deve essere la sua apertura alare e più resistente la struttura delle ali, altrimenti lo stesso non è in grado di alzarsi neppure da terra. E in natura ve e sono molteplici di esempi di volatili che nonostante siano muniti di ali non sono in grado di volare; vedi le galline, le oche, i pavoni e molti altri… Quindi è assolutamente ridicolo che il calabrone, così deforme, sgraziato e senza equilibrio strutturale possa in alcun modo volare. Inaudito…. Eresia….

Mentre ascolto rapito questo erudito argomento, che sicuramente fatto da specialisti del settore, non può che essere esatto e incontrovertibile, noto che Sor Calabrone s’è posato silenziosamente sulla mia spalla e resta lì come se volesse ascoltare gli scienziati che appunto proprio di lui stanno parlando.

Nell’osservare il mio amico Sor Calabrone, mi domando cosa stia pensando. Cosa ha sentito di quello che gli scienziati, dall’alto delle loro cattedre stanno sentenziando per lui? Ha sentito? Ha ascoltato? Avrà capito quello che gli scienziati dicono? E cioè che aerodinamicamente parlando, lui, Sor Calabrone, il Barone Verde Nero del cielo, è impossibile che voli?

Mi chiedo se si convincerà una buona volta e che di buon grado accetti i fatti così come stanno e che scenda a terra e smetta di ostinarsi a voler volare. Insomma, deve mettersi in testa che è la gallina degli insetti. Ha le ali, sì. Ma con quelle ali NON può volare. Punto.

Lo guardo con serietà e gli dico: “Hai sentito? Ascoltato? Hai capito? Ti sei convinto?”

Ma mentre lo guardo noto una cosa a cui prima non avevo fatto caso….

Ma…. ma.. ma tu, amico Calabrone dove hai le orecchie?

Ma tu non hai orecchie… Oh per Bacco!

Allora non senti. E fammi indovinare. Non comprendi neppure la lingua degli scienziati E suppongo neppure te ne freghi un granché di capirla.

Allora non hai sentito nulla? Niente hai ascoltato? Non hai capito nulla?

E adesso come si fa?

E mentre io gli parlo, lui, beffardo, ciccione, si alza in volo rumorosamente facendo bene attenzione di farsi notare dai presenti. Fa un paio di giravolte tra di loro, imbocca la finestra e come un missile VOLA  via verso il prati verdi al di là del giardino, verso le sue margherite, alla faccia mia, degli scienziati e delle leggi sull’aerodinamica.

E ora so che lui è lì che svolazza, campione di volo assoluto in mezzo alle sue adorate margherite che sicuramente rideranno con lui di noi poveri fessi….

E sì, perché quando ha preso il volo, alzandosi dalla mia spalla, per un attimo mi è sembrato che stesse sorridendo beffardo, come dire… Ma voi altri un lavoro non ce lo avete? State qui a perder tempo a dire cavolate?…. Ed è volato via….

DIALOGHI DI UN FOLLE – IL CALABRONEultima modifica: 2009-05-02T20:23:00+00:00da caddwychdoom
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3 pensieri su “DIALOGHI DI UN FOLLE – IL CALABRONE

  1. si si!! 🙂 ti sei ma cagato addosso!! Io se mi fosse capitata una cosa così me la sarei fatta nelle mutande dieci volte. Ti ammiro, hai del fegato! Comunque la cosa che hai detto tu è vera: se guardi un calabrone viene a romperti le balle!!!

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